La legge quadro: chi fa che cosa
La L. 7 marzo 1986, n. 65 è la legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale. Il punto di partenza è semplice: le funzioni di polizia locale spettano ai comuni, che possono gestire il servizio anche nelle forme associative previste dalla legge dello Stato. Gli enti locali diversi dai comuni svolgono le funzioni di polizia locale di cui sono titolari, anche con appositi servizi.
- Sindaco (o assessore delegato): impartisce le direttive e vigila sull'espletamento del servizio.
- Comandante del Corpo: è responsabile verso il sindaco dell'addestramento, della disciplina e dell'impiego tecnico-operativo degli appartenenti.
- Addetti: eseguono le direttive dei superiori gerarchici e delle autorità competenti per settore, nei limiti del loro stato giuridico e delle leggi.
- Regolamento del servizio: lo adottano i comuni singoli o associati; i regolamenti comunali sono comunicati al Ministero dell'interno.
- Collaborazione con le Forze di polizia dello Stato: avviene previa disposizione del sindaco, su motivata richiesta delle autorità competenti.
Dove si lavora: ambito territoriale e missioni
L'ambito ordinario è il territorio dell'ente di appartenenza (o di quello presso cui il personale è comandato). Le uscite dal territorio sono eccezioni tassative:
- missioni esterne per soli fini di collegamento e rappresentanza;
- operazioni esterne di iniziativa dei singoli durante il servizio solo per necessità dovuta alla flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza;
- missioni per soccorso in caso di calamità o per rinforzare altri Corpi in occasioni stagionali o eccezionali: servono piani o accordi tra le amministrazioni e la previa comunicazione al prefetto.